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Visualizzazione dei post da aprile, 2026
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  Il dolore acuto dopo la sconfitta con la Bosnia Non sono un “passatista”, ma questo calcio non ha più nulla a che vedere con la strada. Non è più popolare. E mi vengono in mente Pier Paolo Pasolini e lo scudetto tricolore di dannunziana memoria di Gianfranco Blasi Il calcio italiano non è più quello che nasceva per strada, tra polvere, urla e fantasia. Non lo si vede più nei cortili occupati di nascosto, né nei campetti improvvisati delle periferie: oggi passa quasi esclusivamente attraverso scuole calcio a pagamento, divise ordinate, cognomi sulle spalle e rette mensili. Un’organizzazione perfetta, forse troppo. Perché insieme all’ordine si è perso qualcosa di essenziale: il disordine creativo, il sogno, la libertà. Una volta esisteva una base immensa, milioni di bambini che giocavano senza schemi, senza allenatori, senza vincoli. Era lì che nasceva il talento, ma anche l’amore per il gioco. Oggi quella base si è assottigliata, sostituita da un sistema selettivo e costos...