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  Davide Rondoni e il san Francesco che parla ancora al nostro tempo “L’orizzonte della vita non è solo il consenso”. Con questa frase il poeta Davide Rondoni ha riportato al centro una delle intuizioni più profonde di San Francesco d'Assisi: la vita umana non può essere ridotta alla ricerca dell’approvazione, del successo o del potere. Esiste qualcosa di più radicale, più essenziale, che riguarda il senso stesso dello stare al mondo. Durante la seconda giornata della Milano Civil Week, Rondoni – presidente del Comitato Nazionale per gli 800 anni dalla morte di San Francesco – ha offerto una lettura del santo di Assisi lontana dagli stereotipi più diffusi. Non il santo addolcito delle immagini devozionali, né il semplice “filosofo della natura” trasformato in icona ecologista ante litteram, ma un uomo vivo, inquieto, attraversato da contraddizioni e da una forza spirituale capace ancora oggi di interrogare il presente. Per Rondoni, Francesco non fu mai “un superuomo solitario”. Al...
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  Il piano di riarmo europeo, noto come ReArm Europe (2025), prevede circa 800 miliardi di euro entro il 2030 per rafforzare l'industria militare e la sicurezza europea. Questa svolta, promossa da NATO e UE per la stabilità geopolitica, genera dibattiti sul controllo democratico, il rischio di militarizzazione e la sottrazione di risorse al welfare e allo sviluppo. Resta cioè una questione: possiamo affidare alla tecnocrazia europea il nostro futuro, senza un processo democratico compiuto. Senza una costituzione europea…   Di seguito la riflessione di un’analista politico come Gerardo Lisco che   merita di essere presa in forte considerazione.   Buona Lettura (gb)   Il riarmo europeo: contraddizioni strutturali e trasformazione incompiuta di un progetto politico   L’incremento della spesa militare avviene in assenza di una vera unione politica e senza un chiaro controllo democratico sulle sue implicazioni di lungo periodo   di Gerard...
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  Papa Leone e la frontiera etica del nostro tempo Le tensioni con Trump, la testimonianza del Vangelo in Africa, la catechesi sui temi della vita e le questioni di genere   di Gianfranco Blasi Nel tempo delle guerre diffuse e delle parole armate, la figura di Papa Leone si è imposta come una delle poche voci capaci di sottrarsi alla logica degli schieramenti senza per questo rifugiarsi nell’ambiguità. La sua è una postura etica prima ancora che politica. Non equidistante, ma esigente. Da qui nasce anche la frizione, sempre più evidente, con figure come Donald Trump, interpreti di una visione del mondo fondata sulla forza, sull’interesse nazionale e su una retorica identitaria spesso incline allo scontro. Il Papa non risponde sullo stesso piano. Non contrappone ideologia a ideologia, ma richiama costantemente a un criterio più alto, quello della dignità umana e della responsabilità morale. In questo quadro si colloca il viaggio in Africa, che assume un valore ben...
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  La pace del calcolo. E il limite che manca Trump fra falchi e Maga Usa e Iran. Nessuno vince davvero. Tutti evitano di perdere troppo di Gianfranco Blasi Federico Rampini, osservando le pieghe della geopolitica, ricorda una verità che non consola: la pace non nasce perché gli uomini diventano migliori, ma perché, a un certo punto, diventa troppo costoso continuare a farsi del male. Non è una rivelazione. È quasi una resa. Eppure dentro questa logica — asciutta, spoglia, persino brutale — si muove da sempre la politica. Più che eliminare i conflitti, si tratta di contenerli, di impedirgli di travolgere tutto. È dentro questo spazio imperfetto che nascono anche le tregue, come avrebbe detto Norberto Bobbio. Il dialogo diretto tra Stati Uniti e Iran, a questi livelli, mancava dal 1979. Non è riconciliazione. È il segno che anche l’inimicizia, quando arriva sull’orlo, comincia a tremare. C’è una stanchezza che somiglia alla saggezza, ma non lo è. È solo il limi...
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  Gerardo Lisco da analista politico, quale è, ma anche con un ampio sguardo storico e una implicita sensibilità socio economica, riflette su una delle questioni centrali nella disputa del potere. Non è solo il confronto fra imperatori, oggi imperialisti, e papato, ma è anche il conflitto più largo fra religioni - tutte le religioni - e potere temporale. Pubblichiamo volentieri su Pensieri Meridiani questo attualissimo articolo di fondo che ci riporta alla disputa fra la Casa Bianca e Papa Leone di queste ore ... (Gianfranco Blasi) Disputa del Sacramento (Raffaello Sanso) Civitas Dei e potere politico: Agostino, Tommaso e il ritorno della teologia nella coscienza contemporanea   di Gerardo Lisco   L’attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV, con il sostegno del vice presidente J. D. Vance il quale interviene criticando il Papa anche sul piano teologico, sembra avere riportato la storia indietro di qualche secolo. La risposta del Papa a Trump sul piano strettamente ...
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Non disunirsi: da Venditti a Sorrentino, il filo fragile che tiene insieme la vita   Fabietto, il personaggio dello struggente film di Sorrentino "La mano di dios" di Gianfranco Blasi Ci sono parole, frasi, che attraversano il tempo e cambiano forma, ma non sostanza. “Non disunirsi” è una di queste. Non è uno slogan, non è un principio astratto: è un invito sommesso, quasi fragile, che emerge in due opere lontane tra loro per linguaggio e contesto, ma profondamente vicine nel significato. Da una parte una canzone della fine degli anni Settanta, dall’altra un film contemporaneo. In mezzo, la stessa domanda: come si resta interi, mentre tutto tende a dividerci? A pensarci bene, mai come oggi, con le crisi che stiamo attraversando e che forse ci stanno investendo, il richiamo: “non ti disunire”  è davvero essenziale per tentare una forma di difesa. Non pura e semplice sopravvivenza, però, ma consapevolezza dei propri mezzi, del proprio essere. Nella canzone Sotto il ...
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  Il dolore acuto dopo la sconfitta con la Bosnia Non sono un “passatista”, ma questo calcio non ha più nulla a che vedere con la strada. Non è più popolare. E mi vengono in mente Pier Paolo Pasolini e lo scudetto tricolore di dannunziana memoria di Gianfranco Blasi Il calcio italiano non è più quello che nasceva per strada, tra polvere, urla e fantasia. Non lo si vede più nei cortili occupati di nascosto, né nei campetti improvvisati delle periferie: oggi passa quasi esclusivamente attraverso scuole calcio a pagamento, divise ordinate, cognomi sulle spalle e rette mensili. Un’organizzazione perfetta, forse troppo. Perché insieme all’ordine si è perso qualcosa di essenziale: il disordine creativo, il sogno, la libertà. Una volta esisteva una base immensa, milioni di bambini che giocavano senza schemi, senza allenatori, senza vincoli. Era lì che nasceva il talento, ma anche l’amore per il gioco. Oggi quella base si è assottigliata, sostituita da un sistema selettivo e costos...