Post

Immagine
  Stellantis tra crisi industriale e transizione elettrica: errori strategici, illusioni e impatto sul lavoro. Il caso Italia con Melfi sullo sfondo. Il nodo della sfida geopolitica all’industria europea I numeri di Stellantis denunciano una crisi strutturale del modello industriale  di Gianfranco Blasi  Negli ultimi mesi Stellantis è entrata in una fase critica che non riguarda solo l’andamento finanziario, ma l’intero modello industriale della transizione verso l’elettrico. La svalutazione straordinaria da oltre 22 miliardi di euro annunciata nel 2026, legata alla revisione della strategia EV, rappresenta un punto di svolta simbolico: la fine della fase di espansione ottimistica e l’inizio di una fase più prudente e complessa. La crisi del gruppo non è isolata, ma riflette tensioni più profonde che attraversano tutta l’industria automobilistica europea, a cominciare da quella tedesca.   1. Una strategia costruita su previsioni di domanda troppo ottimistic...
Immagine
  Tra autodeterminazione e responsabilità: cosa ci chiede davvero l’Iran Iran, capelli al vento e   hijab per terra. Eccole le donne iraniane Quando un regime reprime la vita in nome dell’ordine, il dilemma non è solo se intervenire o meno, ma come difendere la libertà senza imporre modelli e senza restare indifferenti.   di Gianfranco Blasi Molti si interrogano se sia davvero indispensabile intervenire militarmente per ribaltare gli equilibri interni di una nazione. È una domanda che ritorna ciclicamente nella storia recente: dal Venezuela all’Iran, ogni crisi riapre il dilemma tra intervento e autodeterminazione. Il principio dell’autodeterminazione dei popoli resta infatti essenziale. Allo stesso tempo, appare sempre più evidente quanto sia illusoria — e talvolta pericolosa — l’idea di poter esportare modelli culturali, politici o persino la democrazia come fossero prodotti trasferibili a piacimento da una parte all’altra del mondo. Ogni società è attrav...
Immagine
  La partita del 2027 è già iniziata E se le elezioni anticipate non fossero solo un'ipotesi? L’uscita di Vannacci dalla Lega apre nuovi scenari: una destra identitaria in cerca di rappresentanza, una maggioranza che si riposiziona e un equilibrio europeo ancora in movimento.   di Gianfranco Blasi Vannacci prosegue da solo. E, a ben vedere, non ci si poteva aspettare molto di diverso. Il rapporto tra il generale e la Lega è sempre stato, fin dall’inizio, un incontro di convenienze più che una fusione politica reale: la Lega ha beneficiato dell’effetto mediatico e polarizzante di Vannacci alle europee, mentre Vannacci ha sfruttato il traino organizzativo e la visibilità del partito per costruirsi un profilo nazionale. Era una convergenza tattica, non strategica. L’obiettivo del generale appare chiaro: essere leader, non comprimario. Non lo ha mai nascosto. Per farlo ha bisogno di uno spazio autonomo e di una visibilità che solo un progetto politico personale può gara...
Immagine
  Sarachella, la maschera che insegna ad appartenere L'inizio della manifestazione, in Galleria Civica a Potenza, con il dirigente Malinconico del Liceo Statale "Walter Gropius" della città Potenza, 2 febbraio 2026 di Annamaria Molinari Nel porgere i miei saluti agli intervenuti, per questa bella Mostra   e significativa iniziativa del Liceo Gropius di Potenza, naturalmente ringrazio in primis il dirigente, prof. Paolo Malinconico, gli insegnati e gli alunni, le autorità politiche e i club service cittadini, mi intriga parlarvi, come è giusto che sia, da insegnante . Da maestra. Da studiosa ed esperta di filosofia per bambini. E vorrei farlo a partire dal significato che il Carnevale ha per le bambine e i bambini, per i “nostri ragazzi” , tracciando una linea ideale che attraversa più generazioni: una linea lunga quanto gli anni del mio amore per la scuola. Il Carnevale è una festa che simbolicamente rappresenta la necessità di attraversare la felicità del tra...