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  Gerardo Lisco torna a interrogarsi sulla crisi dell’egemonia americana attraverso un’immagine potente. Quella di Ulisse che cerca la strada per tornare ad Itaca. A partire dall’Odissea di Nolan, l’autore legge il film come metafora di un’America che ha smarrito parte della propria centralità e, soprattutto, della propria capacità di sedurre il mondo attraverso il soft power. Non è soltanto una crisi di Potenza ma di identità, di modello e di visione del futuro. Sullo sfondo, la trasformazione dell’ordine internazionale, l’ascesa cinese e l’occasione mancata di un’Europa più autonoma. Un viaggio, quello di Lisco, dentro il mito, per capire dove stia andando l’America e, forse, dove stia andando l’Occidente. Gianfranco Blasi   L’America cerca Itaca: l’Odissea di un impero in crisi   Di Gerardo Lisco Ieri sera mi sono deciso e sono andato a vedere L’Odissea di Nolan. Ne sono uscito con l’impressione di avere assistito non tanto a una rilettura del poema ome...
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Guccini, cantastorie del tempo lento Da ragazzo Guccini mi piaceva molto. Poi, quasi senza accorgermene, le sue canzoni sono scivolate dentro la mia coscienza   di Gianfranco Blasi Francesco Guccini se n'è andato qualche giorno fa. E lo ha fatto come avrebbe probabilmente desiderato: senza clamore, senza retorica, affidando al suo amato tempo lento il compito di trasformare un addio in memoria. Non il fragore dell'ultima scena, ma il silenzio di una porta che si chiude piano. Un saluto leggero. Con lui non scompare soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Si allontana un modo di guardare il mondo. Un modo di scrivere canzoni che non rincorreva il successo, ma inseguiva le domande. Che non cercava ritornelli facili, ma parole destinate a sedimentare nella coscienza. Oggi viviamo nell'epoca della musica che riempie gli stadi, dei concerti monumentali, delle hit costruite per durare il tempo di una stagione. Guccini apparteneva a un'altra geografia sent...
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  Giuseppe Catenacci, quando la politica era una forma di servizio Giuseppe Catenacci di Gianfranco Blasi Ci sono memorie che appartengono a una famiglia e altre che, attraverso una famiglia, possono tornare a appartenere a una comunità. È questo il primo pensiero che mi viene incontrando la figura di Giuseppe Catenacci , rionerese insigne, e vedendo il lavoro che i suoi familiari stanno compiendo per recuperarne, valorizzarne e consegnarne alla memoria collettiva la storia. A loro, dunque, vorrei dedicare queste righe. Perché custodire la memoria di un nonno, di un padre, di un familiare è certamente un atto d'amore. Ma quando quella persona ha attraversato la storia della propria comunità lasciandovi una traccia significativa, il gesto assume un valore diverso: diventa anche un atto di responsabilità civile. Giuseppe Catenacci è uno di quegli uomini che rischiano di essere dimenticati proprio perché hanno vissuto molte vite dentro una sola. Ingegnere, politico, uomo d...
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  Le guerre non si combattono più soltanto con carri armati e missili. Oggi la competizione tra le grandi potenze passa attraverso la finanza, i mercati, l'energia, l'informazione e perfino la gestione dell'instabilità. Nel suo nuovo contributo per Pensieri Meridiani , Gerardo Lisco propone una lettura originale e controcorrente dell'egemonia americana nell'epoca del capitalismo finanziario. Un'analisi che, al di là delle appartenenze politiche, invita a riflettere sui nuovi strumenti del potere globale e sulle trasformazioni della geopolitica contemporanea. Gianfranco Blasi   La guerra con altri mezzi Come gli Stati Uniti estraggono ricchezza attraverso l'instabilità   Di Gerardo Lisco «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.» La celebre definizione di Carl von Clausewitz appartiene a un mondo nel quale la forza si misurava sul campo di battaglia. Le guerre erano combattute dagli eserciti e l'obiettivo consisteva nella c...