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  La Trappola di Tucidide e il sonno dell’Occidente di Gianfranco Blasi C’è un passaggio della storia in cui le civiltà smettono di capire il linguaggio del tempo che stanno vivendo. Continuano a parlare di mercati mentre il mondo torna a parlare di potenza. Discutono di procedure mentre altri discutono di egemonia. Difendono regole astratte mentre altrove si ridefiniscono confini, rotte commerciali, supremazie tecnologiche e sfere di influenza. È forse questo il vero nodo del nostro tempo. Graham Allison, direttore del Belfer Center della Harvard Kennedy School e consigliere di numerosi presidenti americani da Reagan a Obama, ha reso popolare una teoria antica quanto la storia: la “Trappola di Tucidide”. Il riferimento è alla guerra del Peloponneso descritta da Tucidide, lo storico greco che spiegò come il conflitto tra Sparta e Atene fosse stato reso inevitabile dall’ascesa della seconda e dalla paura della prima. Quando una potenza emergente cresce troppo rapidamente, l...
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  Legge elettorale e democrazia svuotata   di Gianfranco Blasi Le leggi elettorali, ormai, non contano più. O meglio: non contano più nel senso originario che dovrebbe appartenere a ogni sistema democratico, cioè tradurre nel modo più fedele possibile la volontà popolare in rappresentanza politica. Da qualche decennio, infatti, alla sovranità popolare si è progressivamente sostituita una sorta di “sovranità elettorale” delle maggioranze di turno: non si costruiscono regole per rappresentare il Paese, ma per favorire chi governa e spera di governare anche nella legislatura successiva. Ogni nuova riforma nasce così già segnata da un vizio di fondo: l’idea che il sistema debba servire non ai cittadini, ma agli equilibri del potere. Cambiano i nomi — Mattarellum, Porcellum, Rosatellum — ma resta la stessa ossessione: controllare la rappresentanza, sterilizzare il dissenso, ridurre l’imprevedibilità del voto. Il primo peccato originale di questa lunga stagione è l’espropr...
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  Garlasco: il mondo al contrario Chi ha paura della verità? E perché? di Gianfranco Blasi La parte più sconvolgente del caso di Chiara Poggi non è soltanto il rischio di errori investigativi o giudiziari. Quelli, purtroppo, possono accadere. La storia giudiziaria italiana ne conosce molti, e ogni sistema democratico deve fare i conti con la possibilità dell’errore. La vera anomalia, qui, è un’altra. Nel caso Garlasco sembra essersi capovolto l’ordine naturale delle cose: chi prova a riaprire domande viene trattato come un problema, mentre chi invita a non approfondire appare spesso più autorevole di chi indaga. È questo il punto che rende la vicenda qualcosa di più di un processo penale. La trasforma nel simbolo di un Paese in cui, talvolta, la ricerca della verità finisce per disturbare più della possibilità di aver sbagliato. Da anni assistiamo a una situazione paradossale: la famiglia della vittima che, invece di chiedere che ogni pista venga verificata fino in fondo,...
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  Davide Rondoni e il san Francesco che parla ancora al nostro tempo “L’orizzonte della vita non è solo il consenso”. Con questa frase il poeta Davide Rondoni ha riportato al centro una delle intuizioni più profonde di San Francesco d'Assisi: la vita umana non può essere ridotta alla ricerca dell’approvazione, del successo o del potere. Esiste qualcosa di più radicale, più essenziale, che riguarda il senso stesso dello stare al mondo. Durante la seconda giornata della Milano Civil Week, Rondoni – presidente del Comitato Nazionale per gli 800 anni dalla morte di San Francesco – ha offerto una lettura del santo di Assisi lontana dagli stereotipi più diffusi. Non il santo addolcito delle immagini devozionali, né il semplice “filosofo della natura” trasformato in icona ecologista ante litteram, ma un uomo vivo, inquieto, attraversato da contraddizioni e da una forza spirituale capace ancora oggi di interrogare il presente. Per Rondoni, Francesco non fu mai “un superuomo solitario”. Al...
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  Il piano di riarmo europeo, noto come ReArm Europe (2025), prevede circa 800 miliardi di euro entro il 2030 per rafforzare l'industria militare e la sicurezza europea. Questa svolta, promossa da NATO e UE per la stabilità geopolitica, genera dibattiti sul controllo democratico, il rischio di militarizzazione e la sottrazione di risorse al welfare e allo sviluppo. Resta cioè una questione: possiamo affidare alla tecnocrazia europea il nostro futuro, senza un processo democratico compiuto. Senza una costituzione europea…   Di seguito la riflessione di un’analista politico come Gerardo Lisco che   merita di essere presa in forte considerazione.   Buona Lettura (gb)   Il riarmo europeo: contraddizioni strutturali e trasformazione incompiuta di un progetto politico   L’incremento della spesa militare avviene in assenza di una vera unione politica e senza un chiaro controllo democratico sulle sue implicazioni di lungo periodo   di Gerard...
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  Papa Leone e la frontiera etica del nostro tempo Le tensioni con Trump, la testimonianza del Vangelo in Africa, la catechesi sui temi della vita e le questioni di genere   di Gianfranco Blasi Nel tempo delle guerre diffuse e delle parole armate, la figura di Papa Leone si è imposta come una delle poche voci capaci di sottrarsi alla logica degli schieramenti senza per questo rifugiarsi nell’ambiguità. La sua è una postura etica prima ancora che politica. Non equidistante, ma esigente. Da qui nasce anche la frizione, sempre più evidente, con figure come Donald Trump, interpreti di una visione del mondo fondata sulla forza, sull’interesse nazionale e su una retorica identitaria spesso incline allo scontro. Il Papa non risponde sullo stesso piano. Non contrappone ideologia a ideologia, ma richiama costantemente a un criterio più alto, quello della dignità umana e della responsabilità morale. In questo quadro si colloca il viaggio in Africa, che assume un valore ben...
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  La pace del calcolo. E il limite che manca Trump fra falchi e Maga Usa e Iran. Nessuno vince davvero. Tutti evitano di perdere troppo di Gianfranco Blasi Federico Rampini, osservando le pieghe della geopolitica, ricorda una verità che non consola: la pace non nasce perché gli uomini diventano migliori, ma perché, a un certo punto, diventa troppo costoso continuare a farsi del male. Non è una rivelazione. È quasi una resa. Eppure dentro questa logica — asciutta, spoglia, persino brutale — si muove da sempre la politica. Più che eliminare i conflitti, si tratta di contenerli, di impedirgli di travolgere tutto. È dentro questo spazio imperfetto che nascono anche le tregue, come avrebbe detto Norberto Bobbio. Il dialogo diretto tra Stati Uniti e Iran, a questi livelli, mancava dal 1979. Non è riconciliazione. È il segno che anche l’inimicizia, quando arriva sull’orlo, comincia a tremare. C’è una stanchezza che somiglia alla saggezza, ma non lo è. È solo il limi...