Caro Armando Tita, ti ringrazio per le parole che hai voluto scrivere e che riporto di seguito, ma soprattutto per il modo in cui hai scelto di raccontare Il cuore mancato . La tua non è soltanto una recensione. E’ una piccola e preziosa cronaca intima della nascita di un libro, osservata da vicino, dentro quelle stanze della casa editrice dove, giorno dopo giorno, un’idea diventa pagina, poi progetto e infine libro. Hai visto crescere questo lavoro, ne hai seguito le fatiche, le discussioni, le correzioni, le incertezze e le scelte definitive. Hai visto, in qualche modo, anche ciò che il lettore non può vedere: la parte umana che sta dietro ogni prodotto editoriale. Per questo la tua testimonianza mi emoziona particolarmente. Hai saputo raccontare non soltanto ciò che Il cuore mancato contiene, ma anche il tempo, la passione e le persone che lo hanno accompagnato fino alla sua conclusione. E forse è proprio questa la forma più bella di amicizia intellettuale: esserci, o...