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  Vi segnalo l’ultima riflessione di Gerardo Lisco, politologo potentino e attento osservatore delle trasformazioni della politica italiana. Questa volta Lisco affronta un tema di grande attualità: il rapporto tra governabilità, rappresentanza democratica e trasformazione del sistema politico italiano dagli anni Ottanta a oggi. Un’analisi che ripercorre le diverse stagioni delle riforme elettorali, dalla Prima Repubblica al bipolarismo, fino alla più recente legge elettorale, interrogandosi sugli effetti che queste trasformazioni hanno prodotto sulla qualità della nostra democrazia. Ma il cuore della riflessione va oltre le formule elettorali e i meccanismi di attribuzione dei seggi. Lisco pone una questione politica fondamentale: la ricerca della stabilità dei governi ha davvero rafforzato la democrazia oppure ha progressivamente ristretto gli spazi della rappresentanza e della partecipazione? È possibile cambiare maggioranza senza riuscire a cambiare realmente gli indirizzi...
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  La politica del pareggio: governabilità, rappresentanza e interessi di potere Il politologo e amico Gerardo Lisco torna con uno dei suoi appuntamenti su Pensieri Meridiani , questa volta con una riflessione dal titolo “La politica del pareggio: governabilità, rappresentanza e interessi di potere”. Un’analisi che va oltre la consueta contesa elettorale per interrogarsi su ciò che potrebbe accadere dopo il voto. E se il vero obiettivo di alcune componenti politiche non fosse vincere, ma impedire che qualcuno possa farlo davvero? Lisco mette a fuoco le contraddizioni delle coalizioni, gli interessi dei gruppi dirigenti e il rischio di una governabilità costruita sacrificando la rappresentanza. Una questione che riguarda non soltanto gli equilibri parlamentari, ma il rapporto sempre più fragile tra politica e società. Una lettura che merita attenzione, perché ci invita a guardare dietro la scena elettorale e domandarci chi, alla fine, possa davvero trarre vantaggio da una po...
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  Islam e ora di religione: la CEI nega l’evidenza Dietro la polemica sulle schede dedicate all’islam si nasconde una questione ben più importante: il futuro dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. La Conferenza episcopale respinge le critiche, ma le sue stesse iniziative raccontano una storia diversa. Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana di Gianfranco Blasi C’è un modo assai singolare di rispondere alle critiche: accusare chi le muove di diffondere notizie false, trasformando una questione di merito in una disputa sulle intenzioni di chi la solleva. È quello che sta accadendo dopo la presentazione delle schede sull’islam destinate all’ora di religione cattolica nelle scuole italiane. La Conferenza Episcopale Italiana ha scelto una linea difensiva piuttosto netta: non si vuole insegnare l’islam, si dice, ma soltanto fornire agli editori dei libri di testo un supporto affidabile per affrontare il pluralismo religioso ...
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  Andrea Galgano, poeta raffinatissimo, mi chiede di conservare, attraverso il mio Blog, il ricordo, anzi la memoria di una sua poesia dedicata ad un amico scomparso in questi giorni. Trovo la poesia dolorosissima e acutamente bella. Travolgente. Come una lama di un coltello, una stilettata dolce all'anima dell'amicizia. La poesia è dedicata a Giampiero Iudiciello   Il dolore dell’assenza, la memoria dell’amicizia e la luce che resta dopo un addio. (di Andrea Galgano)   Il puntale delle piogge diluvia stasera sulla luna scura, e le tramontane sono risalite fino alle sorbe. Il cuore perduto attraversa la notte, tra le dita smarrite e una mano di nuvola. Si è fatta cenere la tregua delle stelle, e corrono le candele come fiammate; qualcosa è scivolato oltre la soglia, dove il tempo non raccoglie più tempo. E noi, rimasti sulla riva, con gli occhi rivolti alle onde delle cale, cerchiamo l'acqua che cade, un profilo che non sfugga al calo...
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  La fantasia al potere, la targa al contribuente Il governo vara la targa personalizzata. A Potenza la multa arriverà a TANTACA… di Gianfranco Blasi C'è qualcosa di immaginifico nell'idea di sviluppare la fantasia degli italiani. È l'unico deposito della nostra patria che non si sia mai esaurito, l'unica risorsa che resiste alle crisi economiche, alle stagioni politiche e perfino alla burocrazia. Una specie di concessione mineraria da affittare, un tanto a lettera, su una targa automobilistica. Il governo ha deciso di valorizzarla. Arriva la targa personalizzata. Ciascuno potrà dare spazio alla propria immaginazione, scegliere una combinazione di lettere e numeri, trasformare un pezzo di lamiera in una dichiarazione d'identità, un messaggio, una vanità o magari una piccola provocazione. Perché l'italiano, quando si tratta di distinguersi, non si tira mai indietro. E se può farlo pagando, tanto meglio: purché il prezzo sia ragionevole e la soddisfazione ...