Post

Immagine
  Da Ruvo del Monte a New York, la parabola di Ed McBain   Ci sono storie di emigrazione che raccontano molto più di una partenza: parlano di sacrifici, di radici lontane e di talenti capaci di affermarsi senza dimenticare le proprie origini. Aldo Michele Radice ci accompagna alla riscoperta di Saverio Alberto Lombino, conosciuto nel mondo come Ed McBain , grande protagonista della letteratura e della narrativa poliziesca americana, ma profondamente legato alla Basilicata e a Ruvo del Monte, paese di sua madre e dei   nonni materni, proprio attraverso le sue radici familiari. Un omaggio che diventa anche una riflessione sulla nostra storia migratoria e sul valore della memoria. Per ricordare che la Basilicata non ha donato al mondo soltanto braccia, ma anche intelligenze, cultura e straordinarie capacità creative. Perché ogni volta che un lucano conquista il mondo, una parte della nostra terra viaggia con lui. E ricordare Ed McBain significa anche restituire alla Basi...
Immagine
  Caro Roberto Speranza, la sicurezza non è una parola da requisire L'ex ministro della Salute del governo Conte e il tentativo della sinistra di riscrivere il significato della protezione, dei diritti e della libertà di Gianfranco Blasi Non critico chi scrive libri. Dovrei criticare me stesso per primo, soprattutto se dovessi considerare la scrittura un esercizio riservato a pochi. Ma scrivere un libro, soprattutto quando si pretende di intervenire nel dibattito pubblico, significa esporsi alla discussione delle idee, alla verifica delle tesi, alla critica delle parole che si scelgono e del modo con cui attraverso quelle parole si intende rappresentare idee, programmi e scelte di governo. È in questa prospettiva che mi interessa La nostra sicurezza , l'ultimo saggio di Roberto Speranza, pubblicato da Solferino. Non tanto per l'autore, già ministro della Salute e dirigente della sinistra italiana, quanto per l'impostazione che emerge dal progetto: ridefinire il ...
Immagine
  Il voto democratico fra rappresentanza, nuovi e vecchi poteri Continua la collaborazione del politologo Gerardo Lisco con Pensieri Meridiani , uno spazio di confronto che vuole offrire ai lettori strumenti per comprendere la complessità del nostro tempo. Questa volta Lisco affronta il tema delle leggi elettorali, andando oltre il confronto sulle formule e sulle convenienze delle maggioranze. Il suo è un ragionamento che interroga il rapporto fra democrazia, rappresentanza e potere, ripercorrendo le trasformazioni che hanno segnato la politica italiana negli ultimi cinquant’anni. La domanda di fondo è tanto semplice quanto decisiva: basta rendere più stabili i governi per rendere più forte la democrazia? La governabilità è un’esigenza reale, ma non può esaurire il senso della rappresentanza. Il voto deve continuare a essere uno strumento attraverso il quale i cittadini possono incidere sulle scelte fondamentali del Paese. È questo il nodo che Gerardo Lisco ci invita a di...
Immagine
  Aspettando che passi la nottata... Ospitare su Pensieri Meridiani Gerardo Lisco è, per me, un piacere e un motivo di orgoglio. Lo ringrazio per aver scelto ancora una volta queste pagine per proporre ai nostri lettori una riflessione non convenzionale sulla politica italiana. Quello che pubblichiamo oggi non è un articolo da leggere di corsa, né un semplice commento sull’attualità. È un ragionamento lungo, articolato, quasi da rivista specialistica, che parte dalle contraddizioni del cosiddetto “campo largo” e dalla sua irrisolta questione della leadership. Lisco va però oltre la disputa tra Schlein, Conte, primarie e possibili candidati. Si chiede se dietro la difficoltà di costruire una coalizione non ci sia una crisi più profonda: quella di una politica incapace di definire con chiarezza identità, programmi, interessi sociali e soprattutto una comune idea del Paese. Un contributo che richiede tempo e attenzione. Proprio per questo Pensieri Meridiani ve lo propone integ...