La pace del calcolo. E il limite che manca Trump fra falchi e Maga Usa e Iran. Nessuno vince davvero. Tutti evitano di perdere troppo di Gianfranco Blasi Federico Rampini, osservando le pieghe della geopolitica, ricorda una verità che non consola: la pace non nasce perché gli uomini diventano migliori, ma perché, a un certo punto, diventa troppo costoso continuare a farsi del male. Non è una rivelazione. È quasi una resa. Eppure dentro questa logica — asciutta, spoglia, persino brutale — si muove da sempre la politica. Più che eliminare i conflitti, si tratta di contenerli, di impedirgli di travolgere tutto. È dentro questo spazio imperfetto che nascono anche le tregue, come avrebbe detto Norberto Bobbio. Il dialogo diretto tra Stati Uniti e Iran, a questi livelli, mancava dal 1979. Non è riconciliazione. È il segno che anche l’inimicizia, quando arriva sull’orlo, comincia a tremare. C’è una stanchezza che somiglia alla saggezza, ma non lo è. È solo il limi...