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  Il rombo dei caccia e il silenzio della pace Tra l’America che si ripiega su sé stessa, le lobby che guardano alle risorse e i cieli di Teheran attraversati da aerei stranieri, una domanda inquieta: quando la libertà manca, anche il suono della guerra può sembrare speranza. di Gianfranco Blasi C’è nelle guerre di Trump e nelle sue posture qualcosa di eccessivo. Negarlo significherebbe negare la realtà. L’uomo è bizzarro, imprevedibile, istintivo. Ma non è solo. Con lui c’è un’America profonda, viscerale, che sente di essere stata messa ai margini e che oggi rivendica voce e centralità. È questa energia che lo ha riportato alla Casa Bianca. Dentro quel fronte convivono sensibilità diverse. C’è un’America che vuole ritrarsi, pensare ad intra più che ad extra, difendere confini materiali e simbolici, ridurre l’ambizione universalistica che per decenni ha accompagnato la politica estera statunitense. Non sogna di esportare un modello: vuole proteggerlo. Accanto a questa spin...
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  Francesco, il fuoco sotto la cenere:   la lettura “politicamente scorretta” di Rondoni Uno dei pochissimi ritratti che avrebbe fissato il vero volto del patrono d'Italia   Dalla mia notte silenziosa della lettura del suo libro all’incontro a Santa Maria del Sepolcro a Potenza, una riflessione sul pensiero di Davide: un San Francesco vivo, poetico e dirompente, lontano dagli stereotipi globalisti e dalle versioni addomesticate del Santo di Assisi.   di Gianfranco Blasi Ho letto il libro su Francesco di Davide Rondoni un paio di mesi fa. Come sempre faccio utilizzando il tempo lento e lungo della notte. Stimo molto Rondoni, lo conosco personalmente e lo apprezzo per le qualità intellettuali, poetiche, umane. Giovedì 26 febbraio abbiamo potuto ascoltarlo nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro a Potenza. Proprio sul santo di Assisi. Ci sono figure che la retorica addomestica. Le rende innocue, rassicuranti, buone per tutte le stagioni. San Fr ancesco d'As...
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  Il prezzo della libertà: la resistenza è un lavoro lungo, sporco e faticoso La solitudine di Zelensky A quattro anni dall’invasione russa, la “metamorfosi” di Zelensky diventa lo specchio delle democrazie occidentali: il diritto internazionale non si proclama, si sostiene e costruisce nel tempo, accettando il costo politico e morale anche di una lunga guerra   di Gianfranco Blasi Quando, nel febbraio 2022, la Ucraina fu invasa dalle truppe della Federazione Russa, la storia sembrò tornare indietro di decenni. Le colonne di carri armati, i bombardamenti sulle città, l’assedio della capitale riportarono l’Europa dentro un lessico che credeva archiviato: invasione, trincea, resistenza. In quelle ore, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky venne offerta un’esfiltrazione dagli Stati Uniti. La risposta è ormai consegnata alla memoria collettiva: “Mi servono munizioni, non un passaggio”. Non fu solo una battuta efficace. Fu un atto politico fondativo. In quel rifiuto c...
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  Separare per garantire: la lunga strada italiana verso il processo accusatorio Dal caso Montesi - Piccioni al codice Vassalli, dalla Magna Carta inglese alla riforma Nordio: perché la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice rappresenta, oggi, il completamento coerente del “giusto processo” previsto dalla Costituzione.   di Gianfranco Blasi Chi conosce la storia politica della Democrazia Cristiana – e in particolare la stagione di Alcide De Gasperi – si è imbattuto prima o poi nella figura del giudice istruttore Raffaele Sepe , divenuto celebre – senza social e con poca televisione – per il caso Montesi. Assistito da un pubblico ministero, raccolse per mesi, e senza contraddittorio, prove contro Piero Piccioni , figlio dell’allora vicepresidente del Consiglio. Ne nacque un conflitto politico drammatico con la Dc. Alla fine, tutto si risolse in un nulla di fatto e con la liberazione dell’imputato, accusato di omicidio colposo, ma il danno prodo...
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  Paolo Morelli, l’eroe giovane della nostra estate infinita La copertina del 45 giri "Concerto, il più grande successo discografico degli Alunni del Sole A tredici anni dalla scomparsa, il ricordo poetico del leader degli Alunni del Sole: la voce limpida del pop romantico italiano, i concerti in Basilicata, le notti senza orologio e una musica che continua a passare di padre in figlia come una promessa mantenuta. di Gianfranco Blasi Paolo Morelli ci ha lasciato nel 2013. Oggi avrebbe avuto settantanove anni. Eppure, come spesso accade agli artisti che hanno abitato la nostra giovinezza, di lui non resta l’ombra del tempo, ma la luce. Aveva ragione mio figlio Gianmarco quando, citando Francesco Guccini , mi ricordava che “gli eroi son tutti giovani e belli”. Di Paolo Morelli resta infatti un volto giovane, gli occhi lucidi e innamorati, quella freschezza della voce che sembrava sempre sul punto di spiccare il volo. Cantava con lo sguardo rivolto verso l’alto, come se le s...
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  Tradizione, diplomazia e identità: le tensioni della Santa Sede sul Medio Oriente Zuppi e Parolin, i cardinali italiani contrari al Bord of peace di Trump Dietro il diniego della Santa Sede al “Board of peace” emergono fratture ecclesiali, nodi geopolitici e una riflessione profonda da sviluppare sul rapporto tra tradizione e diplomazia nel Medio Oriente contemporaneo. di Gianfranco Blasi Il diniego al “Bord of peace” e più in generale l’atteggiamento del Vaticano rispetto ai recenti sviluppi del processo di pace in Medio Oriente può apparire, a prima vista, incomprensibile. In realtà, se lo si osserva con maggiore attenzione, esso rivela tensioni profonde e stratificate che attraversano non solo la diplomazia vaticana, ma anche il dibattito interno alla Chiesa cattolica contemporanea. Rimane tuttavia un atteggiamento che, pur spiegabile, continua a suscitare sorpresa e talvolta sconcerto in molti fedeli. Dietro le prese di posizione della Santa Sede si intravedono diver...