Il prezzo della libertà: la resistenza è un lavoro lungo, sporco e faticoso La solitudine di Zelensky A quattro anni dall’invasione russa, la “metamorfosi” di Zelensky diventa lo specchio delle democrazie occidentali: il diritto internazionale non si proclama, si sostiene e costruisce nel tempo, accettando il costo politico e morale anche di una lunga guerra di Gianfranco Blasi Quando, nel febbraio 2022, la Ucraina fu invasa dalle truppe della Federazione Russa, la storia sembrò tornare indietro di decenni. Le colonne di carri armati, i bombardamenti sulle città, l’assedio della capitale riportarono l’Europa dentro un lessico che credeva archiviato: invasione, trincea, resistenza. In quelle ore, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky venne offerta un’esfiltrazione dagli Stati Uniti. La risposta è ormai consegnata alla memoria collettiva: “Mi servono munizioni, non un passaggio”. Non fu solo una battuta efficace. Fu un atto politico fondativo. In quel rifiuto c...