Gerardo Lisco da analista politico, quale è, ma anche con un ampio sguardo storico e una implicita sensibilità socio economica, riflette su una delle questioni centrali nella disputa del potere. Non è solo il confronto fra imperatori, oggi imperialisti, e papato, ma è anche il conflitto più largo fra religioni - tutte le religioni - e potere temporale. Pubblichiamo volentieri su Pensieri Meridiani questo attualissimo articolo di fondo che ci riporta alla disputa fra la Casa Bianca e Papa Leone di queste ore ...
(Gianfranco Blasi)
.jpg)
Disputa del Sacramento (Raffaello Sanso)
Civitas Dei e potere politico: Agostino, Tommaso e il ritorno della teologia nella coscienza contemporanea
di Gerardo Lisco
L’attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV, con il sostegno del vice presidente J. D. Vance il quale interviene criticando il Papa anche sul piano teologico, sembra avere riportato la storia indietro di qualche secolo. La risposta del Papa a Trump sul piano strettamente religioso ed etico è ineccepibile; diversamente, se dovesse diventare una risposta di tipo politico, diventerebbe la risposta di un monarca assoluto, quindi del capo di uno Stato ad un altro capo di Stato.
![]() |
| La cupola di san Pietro |
Pur condividendo la posizione di Papa Leone XIV, il confronto è interessante perché, a distanza di secoli, riporta al centro il concetto di “guerra giusta”, la questione della legittimità dell’uso della forza e il nodo dell’autonomia del potere temporale rispetto a quello religioso, in un quadro che richiama direttamente il lungo conflitto tra Papato e Impero. Trump, che si fa rappresentare con un’immagine quasi sacrale del potere, fino a evocare simbolicamente il sovrano taumaturgo investito di una missione superiore, richiama alla mente sia la tradizione medievale del potere sacralizzato sia le forme moderne della sovranità assoluta. In questo contesto Papa Leone XIV, agostiniano, si colloca inevitabilmente all’interno della tradizione di Agostino d'Ippona, in particolare nella relazione tra Civitas Dei e Civitas terrena. Tale distinzione non va intesa come conflitto politico o ideologico tra Chiesa e Stato, ma come tensione radicale tra due orientamenti dell’esistenza umana: quello rivolto alla trascendenza e quello radicato nell’immanenza storica.
![]() |
| Due grandi padri del pensiero della Chiesa: Agostino e Tommaso D'Aquino |
È proprio qui che si comprende il cuore del problema contemporaneo: il conflitto non è soltanto tra poteri, ma tra visioni dell’uomo. Il pensiero di Agostino è stato a lungo utilizzato, soprattutto in età medievale, per strutturare l’egemonia simbolica del Papato sul potere imperiale. L’Incoronazione di Carlo Magno nella notte di Natale dell’800 da parte di Papa Leone III segna in questo senso un punto di svolta, mentre successivamente la tradizione iconografica e politica — come l’affresco commissionato da Papa Leone X a Raffaello — ha consolidato l’idea di un primato della Civitas Dei sulla Civitas mundi. Per secoli gli imperatori fino a Carlo V furono incoronati dal pontefice, anche quando l’atto avveniva in contesti ormai mutati, come la cerimonia di Bologna del 1530 per opera di Clemente VII. In questo sistema, la scomunica rappresentava l’arma decisiva del potere spirituale: non solo una censura religiosa, ma un atto in grado di sciogliere i sudditi dall’obbligo di obbedienza politica, producendo una frattura diretta nell’ordine di legittimità. È in questo quadro che si collocano le elaborazioni teoriche di Tommaso d’Aquino, che riflette sulla giustizia della legge e sulla possibilità di resistenza al potere ingiusto, e quelle ancora più esplicite di Manegoldo di Lautenbach durante la lotta per le investiture, con la formulazione del diritto di resistenza contro il sovrano tirannico.
![]() |
| Leone XIV "Io predico il Vangelo" |
Con la modernità questo equilibrio si spezza: il potere politico si autonomizza progressivamente dalla legittimazione religiosa e si afferma la separazione tra Stato e Chiesa. Da quel momento il Papa non esercita più una funzione politica diretta, ma una funzione essenzialmente teologica ed etica. Il suo intervento non è quello di un capo di Stato che si confronta con un altro capo di Stato, ma quello di un’autorità spirituale che richiama alla coscienza morale. Proprio qui si comprende la natura della risposta di Leone XIV: essa si colloca sul piano della teologia e dell’etica, e dunque sul piano della coscienza del credente. Non è un caso che il vice presidente Vance abbia scelto di criticare il Papa sul piano teologico: ciò segnala che il conflitto non riguarda…
![]() |
| Il 60 per cento dell'elettorato di Trump è cattolico. Il 20 per cento degli americani si dichiara tale |





Commenti
Posta un commento