Il piano di riarmo europeo, noto come ReArm Europe (2025), prevede circa 800 miliardi di euro entro il 2030 per rafforzare l'industria militare e la sicurezza europea. Questa svolta, promossa da NATO e UE per la stabilità geopolitica, genera dibattiti sul controllo democratico, il rischio di militarizzazione e la sottrazione di risorse al welfare e allo sviluppo. Resta cioè una questione: possiamo affidare alla tecnocrazia europea il nostro futuro, senza un processo democratico compiuto. Senza una costituzione europea… Di seguito la riflessione di un’analista politico come Gerardo Lisco che merita di essere presa in forte considerazione. Buona Lettura (gb) Il riarmo europeo: contraddizioni strutturali e trasformazione incompiuta di un progetto politico L’incremento della spesa militare avviene in assenza di una vera unione politica e senza un chiaro controllo democratico sulle sue implicazioni di lungo periodo di Gerard...