Putin, i droni e l’atomica: il ricatto permanente Vladimr Putin, sempre più aggressivo e sconcertante Il ricatto nucleare, la stanchezza dell’opinione pubblica e l’illusione di una guerra senza fine. di Gianfranco Blasi Putin dice che dei droni hanno sorvolato la sua villa. Veri? Finti? Russi? Ucraini? Autoprodotti per l’occasione, come certi attentati utili a giustificare leggi speciali? Poco importa. Il messaggio è chiaro e lo recapita con la delicatezza di un martello pneumatico: bam! — i missili nucleari in Bielorussia sono operativi. Traduzione: posso distruggere l’Europa, il mondo, l’Universo e magari anche il sistema solare, se mi gira male la giornata. Ora, non credo davvero che Putin userà l’atomica. Non siamo (ancora) in un film di Kubrick. Ma non credo neppure che abbia la minima intenzione di negoziare seriamente la pace. Perché dovrebbe? Ha già sulla coscienza un numero di morti che fa tremare i polsi: giovani russi mandati al macello, soldati ucraini, civili ucrai...