Fede, coscienza e politica: una distinzione necessaria Il cardinale Matteo Zuppi, capo dei vescovi italiani Quando l’intervento ecclesiale supera il confine pastorale e rischia di orientare implicitamente scelte che spettano alla responsabilità del cittadino. di Gianfranco Blasi Una parte del cattolicesimo italiano, anche ai più alti livelli istituzionali, sembra oggi aver smarrito la propria funzione originaria, sovrapponendo al compito pastorale modelli interpretativi e indicazioni che appartengono piuttosto alla sfera politico-istituzionale. È come se una certa “tentazione etica”, tipica di altre tradizioni religiose che tendono a sacralizzare l’ordine civile, stesse progressivamente influenzando anche il linguaggio e le prassi di alcune diocesi italiane. Da credente, ascolto la parola dei pastori con rispetto e spirito di obbedienza. Proprio per questo ritengo che il loro intervento pubblico debba essere segnato da una particolare misura quando entra nel meri...