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  Tradizione, diplomazia e identità: le tensioni della Santa Sede sul Medio Oriente Zuppi e Parolin, i cardinali italiani contrari al Bord of peace di Trump Dietro il diniego della Santa Sede al “Board of peace” emergono fratture ecclesiali, nodi geopolitici e una riflessione profonda da sviluppare sul rapporto tra tradizione e diplomazia nel Medio Oriente contemporaneo. di Gianfranco Blasi Il diniego al “Bord of peace” e più in generale l’atteggiamento del Vaticano rispetto ai recenti sviluppi del processo di pace in Medio Oriente può apparire, a prima vista, incomprensibile. In realtà, se lo si osserva con maggiore attenzione, esso rivela tensioni profonde e stratificate che attraversano non solo la diplomazia vaticana, ma anche il dibattito interno alla Chiesa cattolica contemporanea. Rimane tuttavia un atteggiamento che, pur spiegabile, continua a suscitare sorpresa e talvolta sconcerto in molti fedeli. Dietro le prese di posizione della Santa Sede si intravedono diver...
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  Tra scienza e umanità: il ricordo di Rocco Carbone Rocco Carbone, in uno scatto di un paio di anni fa di Gianfranco Blasi Il caro Rocco Carbone ci ha lasciati. Se ne è andato quasi in punta di piedi, come nella sua indole cortese. Apparteneva a quella generazione di farmacisti lucani che hanno vissuto la professione non soltanto come dispensazione di farmaci, ma come relazione quotidiana con le persone, ascolto e cura. La farmacia, per lui, non era semplicemente un luogo di prescrizioni e ricette, ma uno spazio di incontro, quasi un piccolo presidio umano dentro la comunità. Testimone ne è proprio  la comunità di Tramutola dove Rocco ha servito i suoi concittadini negli ultimi decenni con dedizione e passione umana e civile. Formatosi nella tradizione scientifica della farmacia, negli anni aveva progressivamente ampliato il proprio sguardo verso l’universo della medicina naturale e delle discipline olistiche. Non si trattava soltanto di una scelta professionale, ma di una vi...
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  La maschera di Sarachella a Potenza, le maschere, il Carnevale: identità, crisi e trasformazioni La maschera di Sarachella: identità e tradizione potentina Riempire lo spazio della primavera per allungare il tempo della festa e anticipare quello della Parata dei Turchi   di Gianfranco Blasi Negli ultimi decenni assistiamo a una trasformazione profonda del senso della maschera e della festa stessa. Se un tempo la maschera incarnava una funzione simbolica, comunitaria e rituale ben definita, oggi osserviamo una pluralizzazione delle forme e un progressivo slittamento di significato: dalla maschera come identità condivisa alla maschera come esperienza individuale, spesso legata al consumo, al divertimento e alla trasgressione. 1. La maschera come dispositivo antropologico Tradizionalmente, la maschera non è semplicemente un travestimento. È un dispositivo culturale che permette di sospendere temporaneamente l’ordine sociale, creando uno spazio liminale — una soglia ...
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  L’arte del dubbio nella crisi della libertas: rileggere gli Academica , attraverso i Dialoghi con Cicerone Un dipinto che ritrae Cicerone durante un'orazione Il 14 marzo, a Potenza,   Mariano Paturzo, autore e regista teatrale — proporrà una rappresentazione critica dei Dialoghi, cercando una sintonia con la letteratura americana del Novecento.   di Gianfranco Blasi Nel preparare il più complesso dei Dialoghi con Cicerone (Ed. Il Segno, Potenza, 2025) — quello dedicato alla modernità e ai grandi filosofi della storia — era inevitabile imbattersi negli Academica , forse lo scritto filosofico più sofferto e problematico di Cicerone. Proprio per questo la   traduzione italiana di Daniele Di Rienzo (BUR «Classici greci e latini», testo latino a fronte, pp. 269, euro 12,00) rappresenta un contributo prezioso, tanto più perché da tempo mancava una versione accessibile anche a un pubblico non specialistico. Gli Academica , pubblicati due anni prima della morte ...
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  Stellantis tra crisi industriale e transizione elettrica: errori strategici, illusioni e impatto sul lavoro. Il caso Italia con Melfi sullo sfondo. Il nodo della sfida geopolitica all’industria europea I numeri di Stellantis denunciano una crisi strutturale del modello industriale  di Gianfranco Blasi  Negli ultimi mesi Stellantis è entrata in una fase critica che non riguarda solo l’andamento finanziario, ma l’intero modello industriale della transizione verso l’elettrico. La svalutazione straordinaria da oltre 22 miliardi di euro annunciata nel 2026, legata alla revisione della strategia EV, rappresenta un punto di svolta simbolico: la fine della fase di espansione ottimistica e l’inizio di una fase più prudente e complessa. La crisi del gruppo non è isolata, ma riflette tensioni più profonde che attraversano tutta l’industria automobilistica europea, a cominciare da quella tedesca.   1. Una strategia costruita su previsioni di domanda troppo ottimistic...