Non disunirsi: da Venditti a Sorrentino, il filo fragile che tiene insieme la vita Fabietto, il personaggio dello struggente film di Sorrentino "La mano di dios" di Gianfranco Blasi Ci sono parole, frasi, che attraversano il tempo e cambiano forma, ma non sostanza. “Non disunirsi” è una di queste. Non è uno slogan, non è un principio astratto: è un invito sommesso, quasi fragile, che emerge in due opere lontane tra loro per linguaggio e contesto, ma profondamente vicine nel significato. Da una parte una canzone della fine degli anni Settanta, dall’altra un film contemporaneo. In mezzo, la stessa domanda: come si resta interi, mentre tutto tende a dividerci? A pensarci bene, mai come oggi, con le crisi che stiamo attraversando e che forse ci stanno investendo, il richiamo: “non ti disunire” è davvero essenziale per tentare una forma di difesa. Non pura e semplice sopravvivenza, però, ma consapevolezza dei propri mezzi, del proprio essere. Nella canzone Sotto il ...