Andrea Galgano, poeta raffinatissimo, mi chiede di
conservare, attraverso il mio Blog, il ricordo, anzi la memoria di una sua poesia dedicata ad un amico scomparso in questi giorni. Trovo la poesia
dolorosissima e acutamente bella. Travolgente. Come una lama di un coltello,
una stilettata dolce all'anima dell'amicizia. La poesia è dedicata a Giampiero
Iudiciello
Il dolore
dell’assenza, la memoria dell’amicizia e la luce che resta dopo un addio.
(di Andrea Galgano)
Il
puntale delle piogge diluvia stasera
sulla
luna scura,
e
le tramontane sono risalite
fino
alle sorbe.
Il
cuore perduto attraversa la notte,
tra
le dita smarrite
e
una mano di nuvola.
Si
è fatta cenere la tregua delle stelle,
e
corrono le candele come fiammate;
qualcosa
è scivolato oltre la soglia,
dove
il tempo non raccoglie più tempo.
E
noi, rimasti sulla riva,
con
gli occhi rivolti alle onde delle cale,
cerchiamo
l'acqua che cade,
un
profilo che non sfugga al calore.
Forse
non è assenza,
tu
sei un'altra forma di cielo.
Non
è silenzio,
ma
un brivido di sangue.
Certi
addii non hanno approdi
e
i giubbini sono sul retro della porta.
Mi
fa male l’aria, Giampiero.
Ma
tu dormi dove la luce si perde,
dove
la notte non ha più corridoi.
Io
lascerò i tuoi treni tra i grilli, le maglie,
gli
orizzonti esili dei partiti, il viaggio dell’estate
e
le bottiglie vuote.
Ora
che gli occhi bruciano paura,
si
vede il mondo.
Resta
ancora.
Le
eclissi
sono
cartelle sulle spalle.

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